Brahms a Milano

20/12 – per il progetto BRAHMSaMILANO, “Brahms Arcaico”

BRAHMSaMILANO 
è “un progetto di esecuzione integrale della musica da camera di Johannes Brahms” ed è allo stesso tempo un “progetto sociale” Per saperne di più sul progetto e su tutte le tappe e collaborazioni: www.brahmsamilano.it

La tappa al Barrio’s si intitola “Brahms Arcaico

Programma e gli esecutori:

Ore 20.30            Concerto. Introduzione all’ascolto di Fabio Morabito

Variazioni in si bemolle maggiore per due pianoforti su un tema di Joseph Haydn [dal Chorale S. Antonii della Feldparthie n. 6, Hob:II:46], op.56b (1874)

Alice Baccalini e Luca Buratto, pianoforti

Sonata in mi bemolle maggiore per pianoforte e clarinetto, op.120 n.2 (1894)

  • Allegro amabile
  • Appassionato, ma non troppo. Allegro
  • Andante con moto. Allegro

Roberto Prosseda, pianoforte
Tommaso Lonquich, clarinetto

Sestetto in si bemolle maggiore per archi, op.18 (1858-1860)

  • Allegro ma non troppo
  • Andante, ma moderato
  • Scherzo. Allegro molto
  • Rondo. Poco Allegretto e grazioso

Lorenza Borrani e Simone Roggen, violini
Simone Jandl e Francesca Piccioni, viole
Nepomuk Braun e Ursina Braun, violoncelli

Il progetto:

L’atto di far musica insieme è, per ogni musicista, una straordinaria occasione di incontro, che nella vita e nelle composizioni di Johannes Brahms assume le forme dell’amicizia tra le persone e tra i popoli, della riconciliazione tra natura e cultura, tra le epoche e tra le tendenze estetiche espresse dalla storia della musica.

Frutto di una mente estremamente curiosa, la produzione cameristica di Johannes Brahms risuona nell’immaginazione di ogni amante della musica, ma è particolarmente difficile da inquadrare: guarda al futuro, al passato, sfugge alle correnti artistiche della propria epoca, rivendica una poetica inattualità.

In questa problematicità si cela una risorsa: il linguaggio di Brahms si offre a multiformi prospettive interpretative, entra in comunicazione con musicisti ed ascoltatori diversi con la stessa immediatezza.

Brahms, che usava celare i propri sentimenti dietro a un carattere scontroso, credeva in una forma elettiva di amicizia; il nostro progetto vuole ribaltare questo paradigma per generare occasioni d’incontro e riflettere sull’altro, oggetto di ogni incontro e soggetto della pratica cameristica, invitandoci a cambiare prospettiva sulla nostra società e sui conflitti che la attraversano.

Brahms a Milano si articola in quattordici appuntamenti, nel corso dei quali la musica prova ad entrare in dialogo con altri aspetti della convivenza sociale. Ogni concerto si svolge a sostegno di una diversa associazione, scelta per il proprio impegno a favore dell’inclusione e del riconoscimento delle diversità. I percorsi tematici evocati dai contenuti di ciascun concerto, a volte esplicitamente e altre volte seguendo semplici suggestioni, sono messi a confronto con il lavoro delle associazioni ospiti.

Il pubblico è invitato a seguire gli appuntamenti in luoghi diversi, scelti con particolare attenzione alla dimensione simbolica, non limitandosi al centro di Milano ed attraversando le frontiere invisibili della città. Incoraggiamo tutti a esplorarla utilizzando mezzi di trasporto ecologicamente sostenibili.

Un racconto a più voci accompagna il programma musicale, componendo un mosaico di approfondimenti intorno ai due protagonisti della nostra rassegna: Brahms e Milano.

Un ritratto, certamente incompleto, della personalità musicale di Brahms e del ruolo che consapevolmente ha interpretato nella storia della musica, emergerà dagli interventi di musicologi e filosofi, e di un antropologo. Altre voci ci accompagneranno, nella stagione primaverile, alla scoperta di luoghi preziosi e poco conosciuti della nostra città.

Anche la scelta dei musicisti invitati è improntata alla diversità e all’incontro. Alcune delle esecuzioni musicali saranno affidate a gruppi costituiti, altre favoriranno l’incontro tra musicisti di estrazione differente; il progetto vuole dare spazio alla massima varietà di stili interpretativi, includendo anche esecuzioni su strumenti storici.

La maggioranza dei musicisti proviene dalle nuove generazioni della musica da camera europea ed italiana, provando a superare alcuni limiti, anche commerciali, della programmazione concertistica della nostra città. Tuttavia, non mancheranno sia artisti affermati sia musicisti giovanissimi, alla prova del loro primo incontro con il linguaggio di Brahms.

Nessuno degli appuntamenti è affidato ad una sola formazione, cercando in questo modo di richiamare il clima dei concerti dell’epoca di Brahms e di favorire l’incontro (e il confronto) tra interpreti diversi per esperienze e personalità. Tutti i musicisti e gli ospiti, indipendentemente dalla loro notorietà, riceveranno lo stesso trattamento professionale; tutti i proventi saranno devoluti alle associazioni ospitanti.

Il progetto è orientato a sensibilizzare in particolare chi, anche tra i musicisti e i musicofili, tende a considerare l’esecuzione di musica del passato come un atto di evasione, lontano dall’impegno quotidiano nella nostra realtà sociale e politica.

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