Il romantico violoncello

5/3 h16 – ROMANTICO VIOLONCELLO @ TEATRO EDI

Continua la rassegna di concerti di musica classica al Teatro Edi/Barrio’s

Domenica 5 marzo h16 al Teatro Edi saranno in scena il violoncellista Christian Bellisario e la pianista Irina Kravchenko con:

ROMANTICO VIOLONCELLO
Concerto di beneficenza a favore dell’Associazione SONG onlus

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PROGRAMMA:

Antonín Dvořák (1841 – 1904)

Quattro pezzi romantici op. 75
Allegro moderato
Allegro maestoso
Allegro appassionato
Larghetto  

Jean Louis Nicodé (1853 – 1919)

Sonata op. 23
Energisch bewegt
Gemächlich
Sehr schnell 

Astor Piazzolla (1921 – 1992)

Le Grand Tango  

INGRESSO €2

NOTE DI SALA:

Dvoràk – 4 pezzi romantici op. 75

Sono quattro brevi brani in forma di Lied tripartito, trasformati dal “Terzetto per due violini e viola” in un piccolo ciclo di brani indipendenti, che si può eseguire sia nelle sale da concerto, sia nei salotti musicali. Sono quattro brani semplici e intimi nel loro materiale musicale, che inizialmente portavano i titoli di “Cavatina”, “Capriccio”, “Romanza”, “Elegìa” (titoli in seguito eliminati dal compositore).
Nei brani si riconosce l’influenza di Brahms e Schumann, con il lirismo genuino del primo brano e la presenza di motivi folkloristici del secondo brano, che è una danza popolare con carattere umoristico. Il terzo brano è caratterizzato dall’espressività delle sue “melodie infinite” e dall’accompagnamento lineare e ripetitivo del pianoforte. La parte del violoncello/violino resta sempre in primo piano. Il quarto brano è il più doloroso, con il carattere declamatorio del recitativo e intonazioni di “lamento” (precedentemente elegìa). La linea del pianoforte è sempre sobria, quasi brahmsiana, e completa il “pianto” del solista con i suoi bassi profondi.

Jean Louis Nicodè – Sonata no, 1 op. 23

Jean Louis Nicodè – nonostante il suo nome abbia una radice francese – è un compositore tedesco del tardo romanticismo ben inserito nella tradizione musicale della Germania di fine Ottocento. Essendo principalmente un compositore dal pensiero sinfonico, si percepiscono sempre, sia nella sua musica da camera sia in quella pianistica, i colori e la pienezza peculiari dell’orchestra. La sonata per violoncello e pianoforte no. 1 ha la struttura tradizionale di tre movimenti. Il primo movimento inizia con l’unisono del cello e del pianoforte, con carattere molto austero, che ricorda un po’ Brahms. Un tema di marcia si trasforma poi nel secondo tema e i suoi colori diventano di carattere pastorale, per rendersi, al culmine del primo movimento, veramente drammatici. La scrittura della sonata è davvero sinfonica, con accordi larghi nella parte del pianoforte, e con lunghe melodie che evidenziano l’espressività della voce “umana” del cello.
Il secondo movimento è una romanza che, nella parte centrale, diventa una marcia quasi militare e dai lineamenti marcati, spigolosi, che richiama il primo movimento. In seguito si dissolve nel recitativo magico del violoncello con armonie quasi wagneriane.
Il terzo movimento è un perpetuum mobile, molto virtuosistico, ricco di timbri dei vari strumenti; nel secondo tema le melodie del cello e del pianoforte si intrecciano in un dialogo cantilenante.

Astor Piazzolla – Le Grand Tango

Le Grand Tango di Piazzolla, scritto nel 1982, un secolo dopo le due precedenti composizioni, è dedicato a Rostropovich (che lo registrò negli anni ‘90), ed è un brano che appartiene al “Tango Nuevo”, uno stile di tango tradizionale con elementi jazz. Il brano si divide in evidenti sezioni: la prima è di ritmo tanguero, con sincopi e forti accenti nella parte del cello. La parte del pianoforte dà un solido sostegno come se fosse il lato maschile in una coppia di ballerini. La parte centrale del brano è una cantilena libera, con spirito molto romantico e tristemente nostalgico, dove entrambi gli strumenti cantano insieme in un dialogo espressivo. La parte finale è più umoristica e giocosa, con la parte del cello ricca di effetti speciali. Il brano riprende lo spirito del tango e il suo ritmo distinto, il pianoforte si esibisce in difficili soli jazzistici, ed in un lungo e continuo crescere si giunge al gran finale, vero culmine di passione argentina.

 

Christian Bellisario è stato primo violoncello del Teatro Verdi di Trieste, del Teatro Carlo Felice di Genova, del Teatro Regio di Torino, ecc. Ha approfondito lo studio del violoncello con Rocco Filippini, Janos Starker, Karine Georgian, Adriano Vendramelli, David Geringas, Franco Maggio Ormezowski, Anner Bijlsma (violoncello barocco), Jordi Savall (viola da gamba), Giuseppe Gaccetta (virtuosismo), e con molti altri Maestri che non è possibile citare in questa occasione, ma ai quali rimane egualmente legato da sentimenti di profonda riconoscenza.
Carlo Maria Giulini lo ha accolto per anni nel suo studio passandogli i suoi insegnamenti di direzione d’orchestra.

Irina Kravchenko, pianista russa, è nata a Kaunas, in Lituania, nel 1987. Il suo talento pianistico emerge fin dalla sua infanzia, e all’età di 5 anni viene ammessa al Collegio Speciale Musicale della città di Voronezh in Russia. Si diploma con lode nel 2007 presso il Collegio Musicale di Stato Gnesins a Mosca, e nel 2012, sempre con lode, presso il Conservatorio di musica “P.I. Tchaichovsky” di Mosca, sotto la guida del Prof. Andrei Diev.
Ha quindi ripreso gli studi di perfezionamento pianistico al Conservatorio “G. Verdi” di Milano con il Prof. V. Balzani, dove ha conseguito il diploma in pianoforte con lode e menzione d’onore.
Nel corso dei suoi studi, ha seguito inoltre le Master Classes di pianisti di fama internazionale, tra cui Lev Naumov , Elisso Virsaladze, e András Schiff. Ha suonato con orchestra sotto la bacchetta di direttori russi a Mosca e in altre città della Russia, e si è esibita in vari recitals e in formazioni da camera nelle più prestigiose sale da concerto della Russia, tra le quali la Sala Grande del Conservatorio di Mosca, la grande sala da concerto della International House of Music di Mosca e la Filarmonica di Voronezh. Da quando si è stabilita in Italia, anche il pubblico italiano ha l’opportunità di ascoltarla nelle più importanti sedi concertistiche e in occasione di festival musicali internazionali.
Irina è apprezzata per le sue interpretazioni di Mozart, Beethoven, Schumann e Scriabin. Il suo repertorio, oltre ai classici più conosciuti, include anche autori meno eseguiti ma ugualmente apprezzati, come Ligeti, Gubaidulina, Roussel. Oltre alle borse di studio vinte in Russia (“Giovani Talenti della Russia”, “Yuri Rozum”) e in Italia (“Il Clavicembalo Verde”), è stata premiata ai concorsi internazionali Città di Verona, Chopin di Roma, Torneo Internazionale di Musica a Parigi, e Prix Amadèo di Aachen /Germania. Ha vinto inoltre la prima edizione 2014 del “Maggio del pianoforte”, tenutasi a Napoli.

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